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Saturnia

Saturnia

Saturnia è un piccolo borgo, uno dei più antichi d’Italia, che sorge arroccato su una piccola collina dalla quale domina incontrastato i panorami della Maremma Toscana. Celebre per le sue sorgenti termali, le cui proprietà erano già note agli etruschi e ai romani, Saturnia è oggi una tappa da non perdere durante un viaggio nel sud della Toscana. Saturnia dista pochi minuti di auto da Montemerano uno dei “Borghi più Belli d’Italia”, Manciano, soprannominato “La Spia della Maremma” per il panorama che si può ammirare dal suo cassero, Pitigliano “La Piccola Gerusalemme” uno dei pochi borghi toscani a custodire un Ghetto Ebraico ed una Sinagoga.

 

Cosa vedere a Saturnia

  • Museo Archeologico : il Museo Archeologico di Saturnia accoglie la collezione di reperti archeologici donati dalla famiglia Ciacci e provenienti dagli scavi effettuati tra la fine del 1800 e primi anni ’30 del secolo scorso. I reperti provengono dalle necropoli etrusche si trovano nei pressi del borto toscano, ma sono presenti anche interessanti oggetti rinvenuti nelle vicine località di Montemerano, Sovana e Poggio Buco. Aperto tutti i fine settimana (Venerdì – Sabato – Domenica) 10:00-13:00 / 15:30-18:30 Ingresso Gratuito.
  • Polo Aldi : si trova in Piazza Vittorio Veneto a Saturnia ed ospita una preziosa collezione di opere realizzate dal pittore mancianese Pietro Aldi.
  • Chiesa di Santa Maria Maddalena : E’la chiesa principale del borgo di Saturnia, la sua costruzione è sicuramente antecedente al 1188 ma l’aspetto attuale è frutto della ricostruzione avvenuta nel 1933. All’interno della chiesa si possono ammirare alcune pregevoli opere d’arte, tra le quali una tavola che raffigura la Madonna col Bambino fra San Sebastiano e Santa Maria Maddalena, realizzato alla fine del 1400 da Benvenuto di Giovanni e due croci in legno della fine del 1700.
  • Porta Romana : antichissima porta di accesso inserita all’interno della cinta muraria – originariamente costruita dai romani nel II secolo a.C. – la Porta Romana sorge a protezione del tracciato della Via Clodia. Si tratta dell’ultima delle 4 porte di accesso alla città fortificata. L’originaria struttura, costituita da strutture murarie in pietra ed un’apertura a doppio arco, ha subito importanti interventi di restauro nel corso dei secoli, più precisamente nell’82 a.C., in epoca medievale e durante il XV secolo.
  • Via Clodia : la Via Clodia era un’antica strada romana a corto raggio, realizzata tra la Via Aurelia e la Via Cassia, veniva utilizzata principalmente per i commerci con le colonie dell’Etruria. Questa via era nota come “Via delle Terme” perché durante il suo percorso toccava alcune delle più importanti località termali del territorio, prima su tutte, quella di Saturnia, che era il capolinea della via. La via fungeva da collegamento tra Roma ed i centri che sorgevano nell’antica Etruria Sextum, Careias, ad Nonas, Forum Clodii (Bracciano), Olera (Blera), Grotta Porcina (Vetralla), Tuscana (Tuscania), Marta (area del Lago di Bolsena), Maternum (Ischia di Castro o Canino), Saturnia.

 

Saturnia

Le tracce di insediamento risalenti al periodo del Neolitico fanno di Saturnia una città più antiche d’Italia. Le frequentazioni umane in quest’area proseguirono anche in epoca Villanoviana, come testimoniato dal ritrovamento di alcune urne villanoviane. In epoca etrusca Saturnia era posta sotto il controllo della città di Caletra e fu una delle più importanti città dell’Etruria. Proprio al periodo etrusco risalgono le necropoli attorno al borgo toscano, principalmente datate VIII secolo a.C. Per un breve periodo Saturnia fu posta anche sotto il controllo della potente città di Vulci. Nel 183 a.C. venne fondata la colonia di Sabatina dai triumviri Gracco, Stellio e Labeo. Intorno al 570 venne conquistata prima dai Longobardi e poi dai Saraceni. Durante il periodo medievale Saturnia fu posta sotto il governo degli Aldobrandeschi e nel 1272 ottenne l’indipendenza. La città fu poi scelta da Margherita Aldobrandeschi come sua residenza ufficiale e proprio qui si unì in matrimonio con Guido di Montfort (menzionato anche da Dante nella Divina Commedia, il sommo poeta lo incontra all’Inferno, colpevole dell’omicidio del Conte Arrivo di Cornovaglia nella sacra terra della Chiesa di Viterbo). Alla fine della casata aldobrandesa Saturnia visse un lungo periodo di declino che terminò solamente nel 1641 quando Siena conquistò Sovana e la stessa Saturnia, alla caduta della Repubblica di Siena, Saturnia passò ai Medici di Firenze.